Segui sempre le tue passioni. Sì, certo, pare un buon consiglio. Se organizzi la tua vita attorno a quello che ami fare di certo avrai una vita meravigliosa. Per di più, in genere, ti piace fare quello che sai fare bene. Come può essere sbagliato questo consiglio?

Segui le tue passioni: il problema del tempo

Beh, è sbagliato. Non in senso assoluto, per alcuni può anche funzionare. Ma non per tutti. E, sopratutto, per la maggior parte di noi è un pessimo consiglio. Non mi credi? Beh, guarda qua:

Ok, il grafico non è bellissimo. Però rappresenta bene il concetto: quello che ci piace adesso non è detto che ci piacerà tra 10, 20 o 30 anni. Cambiano i gusti, cambiano le opinioni, con il trascorrere del tempo cambiano anche le passioni. Giù, in fondo, trovi tutti i link alla ricerca originale, con i numerini per verificare tu stesso sta cosa. Oppure, se preferisci, pensa a cosa ti piaceva fare solo qualche anno fa, e a quello che ti piace fare oggi.

Ok, ma il lavoro?

Ma non è solo questo il problema. Anzi, a voler ben vedere ci si può anche adattare a un lavoro che un po’ alla volta smette di appassionare. Il problema è che il lavoro dei propri sogni, quello che ci permette di seguire le nostre passioni, mica è detto che esista. O se anche esiste, perché dovremmo essere proprio noi a poterlo fare?

È una questione matematica. Approssimando i dati di una ricerca di qualche tempo, circa l’80% di noi ha una passione. O per lo meno ama fare qualcosa così tanto da sognare di farla diventare un lavoro. Il problema è che il 90% di queste “passioni” sono concentrate nella musica, nello sport e nell’arte. Ma solo il 5%, o meno, dei lavori sono in questi settori. L’amara verità è che solo pochi possono trasformare la propria passione in un lavoro. E non è detto che tocchi proprio a noi, anzi.

Se è così, e lo è, cosa ci resta da fare? Rassegnarci a un destino di frustrazioni e rimpianti? Assolutamente no. Però occorre fare un passo indietro.

La ricerca della felicità: riconoscere il lavoro dei propri sogni

Perché la questione del “segui le tue passioni” in realtà è un’altra. Noi tutti abbiamo in testa questa idea romantica: segui le tue passioni, se vuoi essere felice devi fare quello che ci piace. Falso! E per varie ragioni:

  • non sappiamo valutare bene quello che ci piacerebbe fare in futuro
  • la felicità – lavorativa – non è data dal trasformare una passione in un lavoro

Pare contro-intuitivo ma per essere felici ci serve un lavoro coinvolgente. Sì, ok, la passione è coinvolgente per definizione. All’inizio. Poi però le cose cambiano. Subentra la routine, e si finisce per far diventare tutto un’abitudine. E no, non è necessariamente una cosa negativa: siamo animali abitudinari, in fin dei conti.

Il problema è, semmai, fare un lavoro che ci coinvolga. E che ci possa appassionare non un anno, non due, ma per molto, molto tempo.

Il lavoro più bello del mondo

Ma quali caratteristiche deve avere un lavoro per essere coinvolgente? E, di conseguenza che genere di lavoro è un bel lavoro? Non esiste una risposta assoluta a questa domanda ma possiamo comunque provare a stilare una lista delle 5 caratteristiche di un buon lavoro:

  1. indipendenza: un buon lavoro ci permette di decidere come fare le varie operazioni. E magari permetterci anche di sperimentare nuove soluzioni.
  2. completezza: ovvero vedere come finisce il lavoro stesso. Cominciare un compito, e portarlo a termine, e ammirare il risultato è importante per essere contenti. E per dare un senso alla nostra fatica.
  3. varietà: fare sempre la stessa cosa, per ore e ore, ogni giorno, ecco, tutto questo è alienante. Un buon lavoro ti permette di variare, di fare varie cose, magari anche di imparare nuove mansioni.
  4. misurabile: capire se stiamo svolgendo bene il nostro compito, poter ricevere commenti positivi, e anche critiche negative: in questo modo possiamo crescere e migliorare. E, perché no, anche trovare il giusto apprezzamento dai colleghi, o dal capo.
  5. pagato: che pare una cosa scontata ma non lo è del tutto. Un buon lavoro ci permette di vivere, di costruire una famiglia, e di mantenerla. E, anche, di toglierci qualche sfizio.

Oltre a queste ci sono altre caratteristiche importanti, vero. Ma se troviamo queste caratteristiche possiamo provare un senso di soddisfazione professionale, possiamo crescere e maturare e, infine, possiamo eccellere. E appassionarci al nostro lavoro.

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