Oramai la vita ha preso una direzione tutta sua, nonostante i miei tentativi di tenerla sui suoi binari. Ogni settimana mi riprometto di ricominciare i 100 giorni, ogni settimana è incasinata per i fatti suoi. Mi riprometto di scrivere qualcosa, ma torno a casa sfinito, cotto e stanco. Ma riprenderò in mano la programmazione, prometto.

Per il momento mi sono tuffato nella fotografia. Un anno fa, con quella che poi sarebbe diventata mia moglie, abbiamo partecipato a un corso di fotografia. Dopo il matrimonio, anzi, dopo la nostra Luna di Miele, non avevamo fatto molte fotografie. Ma siamo sempre rimasti collegati al circolo di fotoamatori del nostro paese, Cusano Milanino. Qualche settimana fa due ragazzi di questo gruppo hanno lanciato un’idea bellissima: Quaranten-Ography.

Di cosa si tratta? Ogni giorno una foto, ogni settimana un tema diverso. Dal 23 marzo per sei settimane, quindi fino alla settimana del 3 maggio. Punto.

Finora ci sono state 4 settimane: superfici e pattern, riflessi, gesti, luci e ombre. In maniera più o meno cosciente, mia moglie e io abbiamo cominciato a partecipare a questo progetto creativo. Non siamo riusciti a scattare ogni giorno, ma siamo tutto sommato soddisfatti.

E quindi? Quindi niente. Non volevo scrivere solo post tristi sulla quarantena. In un certo qual modo la vita continua, e ci si abitua anche a tutto questo. Anche se non vediamo l’ora di tornare alla normalità, ammesso che sia mai possibile tornarci.

In ogni caso, su Instagram si possono trovare tutte le foto legate all’hashtag #quarantenography nell’account @quaranten_ography. Le foto, meravigliose, di mia moglie sono invece visibili su @tramusicaeparole, mentre il mio account Instagram è il solito @eleumus

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