Perché dannarsi l’anima per il futuro? Perché pensarci? Perché farci ipotesi, sognarlo? Perché perderci del tempo? Pare paradossale, ma ci sono almeno 3 buone ragioni per pensare il futuro. (E, sì: è pensare IL futuro, non al futuro)

Però prima di cominciare, un piccolo avviso. Anche se magari qualcuno l’avrà già notato: ho rimesso mano ad alcune mie vecchie cose. Quasi tutto è ciarpame, da buttare o per lo meno da riscrivere. Però alcune cosette interessanti le ho trovate. Una di queste è una mia vecchia recensione dl libro “Eternità, il nostro prossimo miliardo di anni” di Michael Hanlon. E la riflessione di oggi è figlia di quella lì, di qualche anno fa. In fondo, se ti interessa, c’è il link per scaricare quell’articolo: non è granché, quindi non farti prendere dall’impazienza.

Il futuro è divertente

Torniamo a noi. Beh, la prima ragione per pensare al futuro è semplice-semplice: è divertente. Non tanto il futuro in sé, quello magari non sarà tutto rose e fiori. Però il futuro è qualcosa di mai stato, che non abbiamo ancora visto. Ed è nuovo, ovviamente. Qualcuno l’ha definito “un quaderno dalle pagine bianche su cui possiamo disegnare tutto ciò che desideriamo”. E questo ci fa bene, perché tutti noi desideriamo un futuro luminoso, interessante ed entusiasmante. Sognare il futuro è divertente, se ti lasci andare.

Il futuro è importante

Non è solo questo, però: il futuro è anche importante. Banale, vero? Però è così, perché solo guardando avanti possiamo capire cosa fare oggi per evitare problemi ai nostri successori. Oggi la nostra generazione è di fronte a scelte difficili. Come specie l’unico modo per vivere e prosperare è guardando avanti, al futuro. Dobbiamo cominciare a pensare a lungo termine, solo così potremo realizzare quel futuro luminoso che sogniamo. Pensare il futuro è importante, se lo vogliamo avere, un futuro.

Il futuro è vicino

Ma non è nemmeno così distante. È praticamente già qui, molto più vicino di quello che speriamo, o temiamo. Qualche decennio fa era rappresentato da 3 zeri: quelli della data “2000”. Oggi non è più così, abbiamo abbondantemente superato la boa del millennio, e il futuro è oggi. Esagero? Beh, è vero, non viaggiamo nel tempo né tanto meno facciamo crociere nello spazio. Ma comunichiamo in maniera istantanea con tutto il pianeta. Possiamo accedere a tutta la conoscenza umana tramite un dispositivo tascabile. Parliamo con delle intelligenze artificiali che rispondo. A volte anche in maniera spiritosa, come Siri, altre volte anticipando le nostre richieste, come Google Now. Abbiamo case sempre più automatizzate. Ci sono già le prime automobili a guida automatica. E hacker che ne possono prendere il controllo a distanza. O semplicemente rubarcele premendo un semplice tasto. E la realtà virtuale, quella vera, pare davvero sul punto di entrare nelle nostre vite.

Quindi, se il futuro è

  • divertente
  • importante
  • vicino

vale davvero la pena pensarci e dedicarci del tempo. E anche se non possiamo sapere con certezza come sarà, una cosa la sappiamo:

“il futuro, qualsiasi futuro, sarà eccitante. Il passato è interessante perché ci racconta tutto su come siamo arrivati fin qui. Ma il passato è morto, e così il presente. Il futuro è l’unica cosa che ci rimane.”

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